Stanotte ho sognato Alice. Aveva la testa appoggiata sul mio petto e i lunghi capelli erano morbidamente adagiati sulle spalle. D’un tratto ha alzato per un attimo il capo e mi ha sorriso, poi mi ha baciato teneramente la bocca. Quel momento d’intimità è durato per una manciata di minuti, poi Alice si è staccata da me e si è diretta verso la vettura parcheggiata dalla parte opposta della strada. L’ho seguita con lo sguardo. A un certo punto ho sentito lo stridere dei freni di un’auto e Alice è scomparsa improvvisamente. È morta due ore dopo il suo arrivo in ospedale. L’impatto è stato violentissimo. Qualche anno fa, Carmen Consoli cantava “perfino il dolore più atroce si addomestica”. Ancora non ci sono riuscito.